Mio marito vuole che sia una hotwife: cosa fare e cosa evitare

Hai scritto «mio marito vuole che sia una hotwife» nel motore di ricerca, e questo dice già qualcosa: lui ha tirato fuori l’argomento e tu continui a pensarci. La risposta breve è questa: non devi decidere oggi, non devi dire sì per essere una buona compagna e un «no» è valido quanto un «sì». Quello che ti conviene fare è capire esattamente che cosa ti sta chiedendo, che cosa vuoi tu e con quali tempi. Questa guida è scritta per te, dal tuo lato del tavolo, quello che quasi mai viene raccontato.

Il fatto che tuo marito abbia questa fantasia non ti obbliga a nulla. Se hai dei dubbi non ti rende la cattiva della storia, e non significa che tra voi ci sia qualcosa che non va. È un desiderio che lui ti ha confidato: quello che ne farai è una decisione tua.

Per prima cosa: non devi rispondere oggi

È normale che la prima reazione sia un nodo allo stomaco, una risata nervosa, rabbia o una curiosità che non ti aspettavi. Tutto questo va bene, anche più sensazioni insieme. Può farti piacere che ti desideri così tanto da immaginarti desiderata anche da altri. Potresti sentirti insicura («non gli basto più?»). E può darsi che ti dia un’eccitazione torbida e che subito dopo ti spaventi il fatto che ti dia quell’eccitazione. Non devi mettere ordine in tutto al primo minuto.

Una frase che può toglierti dall’impaccio: «Grazie per avermelo raccontato. Ho bisogno di un po’ di tempo per pensarci, poi ne parliamo con calma». Non è una scusa: significa stabilire il tuo ritmo fin dall’inizio, ed è bene che lui capisca che dovrà rispettarlo.

Che cosa ti sta chiedendo davvero

Una hotwife è una donna che, d’accordo con il partner, vive il proprio desiderio con altri uomini, mentre lui lo vive a modo suo: con eccitazione, orgoglio o voglia di sapere che cosa succede. Ma questa etichetta comprende situazioni molto diverse, e ciò che tuo marito ha in mente potrebbe essere lontanissimo da quello che immagini adesso. Se quello che ti ha detto suona più come «mio marito vuole condividermi» o «mio marito vuole vedermi con un altro», si tratta di richieste diverse: vale la pena capire quale delle due intende.

Queste sono alcune delle versioni più comuni della fantasia:

  • Farsi vedere desiderata: sguardi, vestiti che attirano l’attenzione, flirt in un bar.
  • Raccontargli dopo quello che è successo, oppure inventarlo insieme a letto come gioco.
  • Un incontro reale con un altro uomo mentre lui è presente.
  • Un incontro reale senza di lui, da raccontargli in seguito.
  • Una componente di gioco di potere, in cui lui assume un ruolo sottomesso o umiliato e sei tu a condurre.

Non sono la stessa cosa e non devono per forza andare insieme. Potresti sentirti a tuo agio con il primo punto e non voler nemmeno sentir parlare del quarto. Per vedere come la immaginano molti uomini, puoi dare un’occhiata alla guida alla hotwife, anche se è scritta soprattutto dal suo punto di vista, e a questa panoramica dei motivi per cui una donna può rendere cornuto il marito. Se vuoi capire che cosa c’è dietro il suo desiderio, può esserti utile anche l’elenco dei motivi per cui un uomo vuole che sua moglie stia con un altro. Leggere il suo punto di vista non significa dargli ragione: serve a sapere di cosa parli quando ti siedi a discuterne con lui.

Che cosa chiedergli prima di decidere

Una buona conversazione vale più di cento letture. Scegli un momento tranquillo, senza fretta e senza alcol, e fai domande invece di arrivare con risposte già pronte. Eccone alcune:

  1. Da quanto ci pensi e che cosa ti fa arrapare di più? Una cosa è che gli piaccia vederti flirtare, un’altra è immaginarti a letto con una persona precisa.
  2. Che cosa immagini che succeda, passo dopo passo? Chiedigli di descriverlo. Se non sa rispondere, probabilmente è una fantasia ancora indefinita, e anche questo è un’informazione.
  3. È una cosa di cui parlare e giocare, o vuoi che succeda davvero? Ci sono fantasie che funzionano benissimo senza uscire mai dalla camera da letto.
  4. Che cosa provi quando ci pensi: eccitazione, gelosia o entrambe? E la domanda successiva: che cosa faresti se una sera la gelosia fosse più forte dell’eccitazione torbida?
  5. Che cosa succede se ti dico di no, o non adesso? La sua risposta a questa domanda è la più rivelatrice di tutte.
  6. Che cosa spetta a me decidere? Con chi, quando, dove, fino a che punto e se fermarsi. Se la risposta è «tutto», benissimo; se è «be’, poi ne parliamo», insisti.
  7. C’è qualcosa nella nostra relazione che stai cercando di compensare così? Noia, routine, distanza. Non per accusarlo, ma per non spostare un pezzo importante per risolvere un problema piccolo.
  8. Come immagini il giorno dopo? Quello che si prova dopo conta quanto quello che succede durante.

Fai meno attenzione a quello che risponde e più al modo in cui lo fa. Un marito che ascolta, non si mette sulla difensiva e accetta che tu abbia bisogno di tempo è una persona con cui forse si può esplorare l’idea. Uno che si spazientisce, insiste o ti fa sentire in colpa per i tuoi dubbi ti sta dando un altro tipo di informazione.

Che cosa fare

  • Prenditi tutto il tempo che ti serve. Giorni, settimane, quello che vuoi. Più lo dici chiaramente, meno equivoci ci saranno dopo.
  • Annota quello che provi. Che cosa ti fa arrapare, che cosa ti mette a disagio, che cosa ti spaventa. A volte le cose cambiano luce quando le scrivi.
  • Scopri che cosa desideri tu. Magari a lui fa arrapare una cosa e a te un’altra. Il tuo desiderio conta e, se si va avanti, deve essere anche tuo, non soltanto un regalo per lui.
  • Comincia dalle parole. Raccontarsi fantasie a letto, senza conseguenze, è il modo migliore per capire che effetto ti fa l’idea. Se ti è difficile immaginarla, è un segnale; se ti sorprende che ti piaccia, lo è altrettanto.
  • Informati per conto tuo. Leggi che cos’è il cuckolding e quali sono gli errori più comuni di chi comincia, così arriverai alla conversazione con le idee chiare.
  • Parlane con una persona fidata o rivolgiti a un professionista se continui a pensarci e non sai come mettere ordine nelle idee. Non devi affrontare tutto da sola.

Che cosa non fare

  • Non dire sì per evitare un conflitto. Un sì detto per paura può costarti caro in seguito.
  • Non viverla come una prova d’amore. Amarlo non ti obbliga ad accettare niente e, se lo faresti per paura di perderlo, non farlo.
  • Non saltare i passaggi. Passare da una conversazione a un incontro con uno sconosciuto nel giro di una settimana è una ricetta per pentirsene.
  • Non lasciare che decida lui al posto tuo con chi, quando e come. La decisione è tua.
  • Non usare l’alcol per farti coraggio. Un consenso che arriva solo dopo qualche bicchiere non è quello che vuoi dare.
  • Non prenderlo in giro perché te l’ha chiesto e non usare la richiesta come arma durante un litigio. Si è messo a nudo raccontandotelo. Puoi dire no senza umiliarlo.
  • Non dire «vedremo» se sai già che la risposta è no. Lasciare la porta socchiusa per non creare disagio prolunga soltanto la pressione.

Come stabilire i tuoi limiti e i tuoi tempi

I limiti non spengono l’eccitazione torbida: permettono di provarla senza paura. Prima di fare qualsiasi passo, scrivili o almeno dilli ad alta voce. La guida alle regole e ai limiti del cuckolding è un buon punto di partenza. Ecco alcuni esempi da adattare:

  • Che cosa è dentro e che cosa è fuori: solo parlarne, solo flirtare, un incontro, ripetere o no.
  • Chi sceglie l’altro uomo e come: l’ultima parola spetta a te e un no non si discute.
  • Protezione sempre e condizioni di salute chiare per qualsiasi incontro.
  • Che cosa si può condividere e che cosa no: foto, video, il tuo viso, i tuoi dati. Quello che non approvi non viene diffuso.
  • Una parola o un segnale per fermarsi in qualsiasi momento, senza spiegazioni né rimproveri dopo.
  • Che cosa fare con la gelosia: come ne parlerai con tuo marito, quando e con quale tono.

E ora la cosa importante: puoi cambiare idea in qualsiasi momento, anche nel mezzo di una situazione. Accettare un piano non significa firmare un contratto. Se qualcosa che sulla carta sembrava una buona idea non ti piace quando arriva il momento, ci si ferma, e nessuno ha il diritto di farti sentire in colpa.

Il ritmo è un altro strumento a tua disposizione. Un modo sensato per procedere con calma è avanzare per tappe e parlarne di nuovo tra l’una e l’altra: prima una fantasia raccontata a parole, poi giochi con gli abiti e gli sguardi, in seguito un po’ di flirt in pubblico e solo molto più avanti, se lo vuoi tu e lo vuole anche lui, qualcosa in più. A ogni tappa chiediti com’è andata, che cosa ti è piaciuto, che cosa no e se vuoi avanzare o restare lì. Chiedigli anche come l’ha vissuta lui. Restare per sempre a una tappa è una possibilità del tutto legittima.

Dire no è una risposta

Un no non è un fallimento, un rifiuto di lui come persona o una condanna dell’eccitazione torbida tra voi. È un’informazione chiara su quello che vuoi vivere. Se hai le idee chiare, puoi dirlo senza drammatizzare: «Sono contenta che tu ti fidi di me e me l’abbia raccontato, ma non voglio viverlo. Quello che voglio è continuare a esplorare altre cose insieme a te».

Chiudere la porta alla realtà non significa doverla chiudere a tutto. Ci sono coppie che mantengono la fantasia soltanto nel gioco e nelle parole, e per loro funziona. Altre preferiscono accantonarla del tutto. Decidi tu quale parte, se ce n’è una, vuoi tenere.

È possibile che per lui non sia facile accettarlo e che abbia bisogno di qualche giorno. Ma c’è un confine netto: se dopo il tuo no insiste, ti fa pressione, minaccia di lasciarti o ti fa sentire in colpa, non è più una fantasia, è mancanza di rispetto per la tua decisione. In quel caso può essere utile parlarne con una persona fidata o con un professionista. Se lui fatica a gestire le emozioni che gli provoca il tuo no, potrebbe aiutarlo leggere qualcosa sulla gestione delle emozioni del cornuto, ma è un compito suo, non tuo.

Se la risposta è «forse» o «sì»: comincia con calma

Se dopo averci pensato ti va di provare, parti da qualcosa di piccolo e sotto il tuo controllo. Una serata in cui ti vesti come ti piace e noti gli sguardi. Una conversazione a letto in cui gli racconti, con parole tue, che cosa ti farebbe arrapare. Un gioco in cui stabilisci tu il copione e lui segue le regole.

Quando si arriva a chiedersi se lui debba essere presente la prima volta, è una questione che merita una conversazione a parte. Trovi un’analisi completa in Il marito dovrebbe essere presente la prima volta?. C’è chi si sente più sicura con lui accanto e chi preferisce il contrario; non esiste una risposta giusta, solo la tua.

E un’altra cosa: il tuo piacere non è un dettaglio, è il centro. Se a un certo punto ti senti soltanto la scenografia della fantasia di qualcun altro, qualcosa non va. Funziona se fa arrapare anche te, ti fa sentire desiderata e ti lascia con la voglia di ripetere; altrimenti non funziona. Dopo ogni passo, controlla come ti senti e chiedi anche a lui come sta: senza rimproveri, con sincerità e senza fretta.

Domande frequenti

È normale provare un’eccitazione torbida e paura allo stesso tempo?

Sì. Le due cose possono coesistere senza contraddirsi. Il fatto che immaginarlo ti ecciti non significa che tu debba farlo, e la paura non significa che tu debba escluderlo per sempre. È un segnale per procedere con calma, non una sentenza.

Se dico di no, smetterà di amarmi?

Nessuno può prometterti che cosa proverà un’altra persona. È vero però che il desiderio non è la stessa cosa dell’amore e che una relazione sana deve poter reggere un no. Se la tua risposta provoca minacce o ricatti, il problema non è il tuo no.

E se accetto e poi me ne pento?

Puoi fermarti in qualsiasi momento. La cosa migliore è accordarsi fin dall’inizio, con un segnale chiaro, e stabilire che fermarsi non si discute e non ti verrà rinfacciato dopo. Il tuo consenso vale finché lo mantieni.

Devo essere io a cercare l’altro uomo?

No. Anche chi lo cerca, chi lo sceglie e chi lo esclude è qualcosa da concordare; l’ultima parola su chi ti si avvicina spetta a te.

E se la fantasia fosse al contrario e fossi io a volerlo vedere con un’altra?

Esiste anche questa fantasia e ha un nome: cuckquean. Le stesse regole di consenso, tempi e limiti valgono in entrambe le direzioni.

Scroll to Top